Come anticipato anche dalla Camera di Commercio Italiana negli U.A.E. già nello scorso mese di agosto, l’anno nuovo ha portato un’imposta nuova: dal 1° gennaio 2018, infatti, gli Emirati Arabi Uniti sono entrati a far parte del nutrito gruppo di Paesi, più di 180 nel mondo, che adottano un’imposta sui consumi. Come ratificato da tutti e sei gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo a maggio 2017 nella United Convention of the Value Added Tax (VAT), Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti hanno introdotto la tassa già a partire da quest’anno, applicando un rateo al 5%; sono esenti dall’applicazione dell’IVA determinati beni e settori, tra i quali l’istruzione, la sanità ed alcuni beni di prima necessità come i generi alimentari di base. I restanti quattro paesi della sigla (Qatar, Bahrain, Oman e Kuwait) avranno tempo fino al primo gennaio 2019 per adeguarsi alla novità fiscale.

Come riporta Il Sole 24Ore

la misura ha l’obiettivo di rinforzare il processo di diversificazione di un’economia troppo ancorata alla produzione petrolifera. […] Il gettito dell’imposta sarà destinato a investimenti infrastrutturali e di sviluppo economico, all’interno di un progetto concordato con il Consiglio di cooperazione del Golfo.

InfoBox: il Consiglio per la cooperazione nel Golfo

Il Consiglio per la cooperazione nel Golfo è stato istituito nel maggio del 1981 dai paesi arabi facenti parte del Golfo Persico. Gli obiettivi ufficiali per cui l’organizzazione è nata sono soprattutto di natura economica. Il Gcc riunisce infatti tutti i paesi arabi del Golfo Persico (con l’eccezione dello Yemen), vale a dire alcuni tra i maggiori produttori petroliferi del mondo. Inoltre, uno degli scopi prefissati dall’organizzazione è quello di creare una moneta unica per tutti i paesi che ne fanno parte, sul modello dell’euro per l’Unione Europea. Il Gcc estende i settori della cooperazione tra i paesi membri anche alla sfera sociale, politica e militare […]. Oltre all’obiettivo della moneta unica e alla cooperazione militare, gli scopi prefissati anche dalla Carta costitutiva dell’organizzazione riguardano il regolamento comune di alcune questioni nei campi dell’economia, della finanza, del commercio e del turismo, il progresso tecnologico e scientifico, la creazione di joint venture tra aziende dei paesi membri.

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